...da bere tutto d'un fiato..ubriacatevi!!!!!
I Silenzi.
Quelli alternati, quelli casuali, quelli voluti.
Mi feriscono sempre.
Inizierò a riempire quaderni a quadretti grandi con una croce per ogni ferita.
E poi li metterò in mostra.
D'altra parte a modo loro sono anche queste opere d'arte.

Ieri sera primo assaggio di quello che io chiamo INVERNO. Finalmente sei arrivato. E oggi primo giorno di guanti senza dita.
Sono uno strano animale, ora inizia il mio risveglio dal letargo estivo. E TU sarai estate che sonnacchiosa mi porterò nella tasca dei pantaloni verdi di velluto o sai inverno dentro me? L'importante è che faccia davvero freddo.

Ci sono pomeriggi densi di musica, di parole, di persone vicine che condividono l'arte e la sensibilità.
Dopo il giùdetto concerto di Perseo e dopo un succulento pasto cinese io e i mei baldi segugi-seguaci-apostoli, ci dirigiamo all'Auditorium per assistere al concerto di GIOVANNI ALLEVI.
Che dire?
Non ve lo dico, perchè questo ragazzotto talentuoso ha scavato una nicchia nella mia giornata, una nicchia importante.
Chi non lo conosce, chi non conosce la sua musica, il suo pianoforte, si perde davvero qualcosa di meravigliosamente vero ed emozionante.
Se poi avrete l'occasione di vederlo su un palco al buio, dentro un occhio di bue, teso sul suo strumento, se lo sentirete parlare a voce bassissima e sparare battute con una calma placida, se lo vedrete uscire di scena e rientrare con la sua corsetta su adidas a righe...
Beh...anche voi avrete una giornata scavata.....nel più bel senso del termine.

Poche canzoni lunghe un soffio.
Una potenza vocale straordinaria.
Un luogo inusuale, l'Auditorium del Museo degli Strumenti Musicali.
Una grande, grandissima, immensa voce : PERSEO.

Da un po' mi è venuta la malsana idea di dedicarmi al Collage....
Ho bisogno di far uscire immagini.
E parole.
E musica.
Questo è "Wo-Man".
Potrei anche spiegarlo, ma vi lascio alle vostre interpretazioni.
Ma quanta arroganza si spreca,
per quali mediocri orizzonti,
il senso di vaga impotenza,
di un giorno di pioggia,
al gusto di pioggia,
in giorni di pioggia.
Con quali blindate paure
confonde l'amaro tra i denti,
l'insipido blu polizia,
di un giorno di pioggia,
al gusto di pioggia,
in anni di pioggia.
ma sai dirmi dove sei,
se ti chiedo dove sei,
ti nascondi dove sei.
Il vuoto delle tue certezze tra le tue pareti che ora
inchiodano il silenzio tra noi due disordine interiore
ma ordine nel paese prigioni tribunali cellulari o
forse chiese, paura della morte, paura della vita
paura che la vita sfuggendo tra le dita,
paura che diversa sarebbe anche possibile,
paura del diverso paura del possibile.
In quali silenzi riecheggia
la rabbia delle tue certezze,
perché non ci provi ad arrenderti
a un giorno di pioggia,
al gusto di pioggia,
in anni di pioggia